intervista a claudio perrone avanscoperta

Cosa significa abbracciare il cambiamento

Intervista a Claudio Perrone

Claudio Perrone è un “genovese di Dublino”, ma ti può capitare di incontrarlo in giro per l’Europa e per il mondo come ospite di grandi aziende e organizzazioni, dove porta la sua conoscenza in materia di evoluzione di Lean & Agile.
Con grande piacere abbiamo fatto due chiacchiere con Claudio. Buona lettura! :-)
Avanscoperta: Claudio Perrone, aka Agile Sensei: cominciamo da qui. Da dove nasce il tuo nickname? :-)

Claudio Perrone: “Agile Twist,” – rispose Mary quasi indignata – “sembra una ditta di ballo.”
Mary è la moglie del mio commercialista. Era presente il giorno in cui proposi il nome della ditta che volevo creare per diventare un consulente indipendente.
Aveva ragione… E così, le feci vedere una lista contenente quasi una quarantina di nomi (tutti rigorosamente con dominio “.com” disponibile). Francamente, ero totalmente confuso.
L’attenzione cadde su Agile Sensei, un nome che mi ha accompagnato da allora e a cui sono molto legato.
In Lean, si parla spesso della figura del sensei, un termine Giapponese che letteralmente si traduce in “persona nata prima di un’altra”, e che di solito significa insegnante, guida, mentore.
Ora mi chiamano tutti “il sensei”, probabilmente solo perché sto inesorabilmente invecchiando!

Avanscoperta: Nella tua bio leggiamo: “Lean & Agile management consultant, entrepreneur e startup strategist”.
Ci racconti quali sono state le tappe più significative che ti hanno portato ad essere quello che sei oggi?

Claudio Perrone: Nel ’99 mi sono trasferito in Irlanda e ho cominciato a maturare esperienze significative con grosse ditte Americane.
Nel 2001, a Seattle, ebbi la fortuna di incontrare una persona tanto intelligente quanto umile: Gregor Hohpe. Gregor confessò di praticare eXtreme Programming, una metodologia Agile molto lontana dal mondo a cui ero abituato.
Quell’incontro mise alla prova e scardinò le mie certezze come una scatola di tonno. Il tonno – inutile dirlo – ero io.
Da allora, diverse forme di agilità continuano a mutare il mio DNA.

In Irlanda c’è una buona cultura imprenditoriale. Ho fatto parte, fondato e aiutato diverse startup.
Ho sempre pensato che l’eccellenza tecnica avrebbe portato inevitabilmente buoni frutti: 15 milioni di dollari bruciati in quella che fu “la nuova startup in Irlanda nell’anno 2005” mi hanno tuttavia insegnato un’altra storia.

Il mio vero passaggio da craftsman a imprenditore moderno è avvenuto molto più avanti, con l’avvento del Lean Startup. Lì ho capito che non tutte le soluzioni risolvono problemi, e non tutti i problemi sono problemi per cui i clienti sono disposti a pagare.

Fu solo allora che cominciai ad apprezzare la vera natura e complessità del mondo in cui mi stavo muovendo.

Avanscoperta: Un mondo complesso che ha bisogno di cambiamento? Cos’è il cambiamento per te, Claudio?

Claudio Perrone: Il mondo è in continuo movimento. Lo immagino un po’ come l’oceano.
Abbracciare il cambiamento significa essere in sintonia con tutto ciò che ci circonda.
Non possiamo stare fermi sulle nostre posizioni e sperare o, peggio, pretendere che le onde del cambiamento non arrivino.
No. L’oceano non si può domare. Per sopravvivere e prosperare, suggerisco di prendere una metaforica tavola da surf ed imparare a cavalcare le onde più maestose.

Avanscoperta: Tra le altre cose, sei l’autore del PopcornFlow: ci daresti una definizione di PopcornFlow e ci descrivi in cosa consiste questo approccio?

Claudio Perrone: PopcornFlow è un po’ come la “tavola da surf” di cui parlavo.
Più propriamente, è un framework decisionale leggero e ultra-rapido per introdurre, sostenere e accelerare l’innovazione e il cambiamento sia a livello personale che di organizzazione.

PopcornFlow è principalmente composto da 3 principi ed un ciclo decisionale.

I 3 principi sono:

  • If change is hard, make it continuous
  • Everybody is entitled to their own opinion, but a shared opinion is a fact
  • It’s not fail fast, fail often; it’s learn fast, learn often.

Nella forma canonica, il ciclo decisionale è composto dai seguenti 7 passi:

Problems & Observations

  • Options
  • Possible Experiments
  • Committed
  • Ongoing
  • Review
  • Next

Il nome “PopcornFlow” deriva dall’osservazione che le iniziali di ciascun passo formano la parola “Popcorn”.

Avanscoperta: Claudio, parli di miglioramento continuo e visibile. Cosa intendi?

Claudio Perrone: Più che di “miglioramento continuo” (come spesso diciamo in Lean), parlo di “cambiamento continuo“. La differenza è sottile ma importante.
Ovviamente, non possiamo migliorare senza cambiare. Tuttavia, non tutto il cambiamento è miglioramento. Come facciamo a scegliere come agire quando non abbiamo tutte le variabili sotto il nostro controllo? Più analisi? No!!! Piccole scommesse.

Un approccio esplorativo e sperimentale unito alla rapidità di esecuzione ci permette di sopravvivere ad eventuali piccoli fallimenti e convergere al successo.

Il mio mantra è che “non è ciò che fai, ma ciò che impari facendolo che conta“.
Si tratta quindi di osservare continuamente ed esplorare nuove opzioni e opportunità.

PopcornFlow crea un flusso (“flow”) continuo di esperimenti. Questi esperimenti vengono tracciati in PopcornFlow boards per portare il flusso di apprendimento “alla superficie”.
Lavoro spesso con team che generano 5-10 esperimenti alla settimana. Questo livello di visibilità estrema porta inevitabilmente a cambiamenti trasformativi.

Avanscoperta: Ci fai degli esempi di contesti in cui hai applicato PopcornFlow?

Claudio Perrone: Siamo ancora agli inizi di una storia splendida in continua evoluzione.
PopcornFlow sta entrando in vari settori ed in varie parti del mondo.
In campo software, molti team agili lo usano semplicemente per svolgere retrospettive migliori.
Io lo uso tantissimo per aiutare aziende a fare innovazione, strategie di prodotto, sales & marketing e così via. Si spazia da grosse banche, aziende aerospaziali, startup
Sono in contatto quasi settimanale con un Life Coach che lo usa assiduamente con i suoi clienti. Ci sono anche genitori che lo utilizzano con i propri figli.
Mio figlio (7 anni), lo utilizza frequentemente per generare opzioni e sperimentare in maniera molto creativa. Questa estate ha persino creato un giornalino (che non ha ancora finito!) e donato parte del ricavato alla sua scuola.

Pochi mesi fa ho incontrato alcuni attivisti sociali interessati a PopcornFlow e alla piattaforma digitale che sto sviluppando. Mi auguro veramente che PopcornFlow possa, un giorno, contribuire a raggiungere obiettivi di sviluppo globale importanti.

Avanscoperta: PopcornFlow è anche un Workshop: a ottobre del 2016 si è tenuta la prima edizione italiana a Bologna e il 9 ottobre 2017 torna in Italia, questa volta a Milano.
A chi si rivolge a questo Workshop, e perché partecipare?

Claudio Perrone: PopcornFlow si rivolge a tutti! Mi spiego meglio.
La vita è fatta di decisioni. Peccato che spesso non le prendiamo. Scegliamo l’apatia, la via facile, la routine. E così viviamo come degli zombie e ci arrendiamo all’inerzia, sia nostra che quella di altri.

PopcornFlow è un sistema per prendere ed esplorare decisioni attraverso tanti piccoli esperimenti.

Io lo utilizzo spesso per introdurre il cambiamento aziendale anche in territori “ostili”.
Ma, in maniera più fondamentale, PopcornFlow offre un sistema per battere l’inerzia e modellare la nostra vita in base a scelte intenzionali.

Avanscoperta: Grazie Claudio e a presto!


Ti interessa Popcornflow?

La prossima edizione: PopcornFlow Workshop con Claudio Perrone.