platform design Simone Cicero

La potenza dei modelli partecipativi di creazione di valore

Intervista a Simone Cicero

Blogger, speaker, digital strategist, product e service designer, coach: conosciamo meglio Simone Cicero, trainer del workshop Platform Design.

Avanscoperta: Simone, ci racconti qualcosa di te che non troviamo nelle tue biografie online? :-)

Simone: Che dire, oltre a quello che si vede online rimane sempre troppo poco spazio! Una cosa che occupa il mio tempo piacevolmente e che rende le mie giornate sempre speciali è il mio bimbo di 9 mesi e, in generale la mia famiglia.
Inoltre posso dire di essere sicuramente un appassionato di viaggi: ho potuto viaggiare molto finora e voglio continuare a farlo.
Il viaggio è uno strumento essenziale di crescita, o almeno credo! :-)

Avanscoperta: I tuoi interessi professionali e personali vanno dall’innovazione alla cultura open e all’economia collaborativa, dalla co-progettazione al design thinking. Quali percorsi ha seguito nella tua vita che ti hanno portato a queste esplorazioni?

Simone: La mia estrazione è quella tecnologica, sono un ingegnere (pentito).
Ho lavorato a lungo sul software all’inizio degli anni 2000 e – in quel momento – nasceva e si consolidava il movimento per i software Free e open source.
Quella è stata la scuola in cui ho imparato la potenza dei modelli partecipativi di creazione di valore.
Ho imparato quanto il contributo dell’ecosistema può dare a un progetto, un prodotto, un’azienda. Da lì il passaggio al concetto più vasto di “peer to peer” è stato semplice: ho cominciato a esplorare sul mio blog (meedabyte.com), poi interviste, l’incontro con la comunità internazionale OuiShare e poi… siamo qui!

Avanscoperta: Cosa ti spinge, qual è il motore che ti fa muovere in questi ambiti?

Simone: Di certo una continua spinta di curiosità. Nel mio passato c’è un’esperienza di lavoro più tradizionale, nelle corporate, per diversi anni. Tuttavia dopo qualche anno, dopo avere cominciato a approfondire gli argomenti che mi stanno a cuore, non ho potuto fare a meno di capire che quel contesto non mi avrebbe permesso di seguire i miei impulsi di “curioso” e non mi avrebbe permesso di spaziare da un tema a un altro come volevo fare o di soffermarmi a partecipare a momenti importanti, eventi e contesti interessanti.
La curiosità è quello che mi spinge avanti ogni giorno.

Avanscoperta: Parli e scrivi spesso di economia collaborativa, piattaforme aperte (hardware e software), open data: quali sono i possibili effetti e le opportunità che questi modelli possono generare?

Simone: La risposta è pura e semplice: questi modelli sono conseguenze di cambiamenti culturali e tecnologici e – a loro volta – oggi possono contribuire a cambiare e accelerare gli stessi trend che li hanno generati.
Come diceva Marshall McLuhan, noi forgiamo strumenti e gli strumenti forgiano noi stessi.
Deve essere dunque chiaro che saper utilizzare questi modelli – partecipazione, peer to peer, piattaforme, standard aperti – non è altro che una competenza chiave del 21 secolo.
Un po’ come quando Fosbury scelse per la prima volta di saltare sulla schiena l’asta dell’alto, allo stesso modo chi impara oggi a progettare usando questi paradigmi non tornerà mai più a progettare usando l’approccio classico, “industriale” (io azienda produco, tu consumatore consumi).

Avanscoperta: Nel 2014 sei stato chairman dell’Open Source Hardware Summit 2014 e oggi sei connector di Ouishare. Ci racconti qualcosa di queste due realtà?

Simone: L’open hardware è da sempre una mia grande passione, sono anche advisor di quella che probabilmente oggi è tra le più interessanti aziende di Open Hardware in nel mondo, OSVehicle e ricordo che proprio quando conobbi OuiShare nel 2012 quelli della produzione manifatturiera e dell’hardware aperto erano i temi chiave che decisi di portare all’attenzione di quello che era il nascente “think/do tank” globale.
Nel tempo poi ho seguito molto i temi della fabbricazione digitale e dell’open hardware e ho avuto l’opportunità proprio nel 2014 di organizzare il primo Open Hardware Summit fuori dagli Stati Uniti, a Roma.

Oggi mi occupo di economie collaborative e di trasformazione digitale un po’ più ad ampio spettro e OuiShare mi permette di farlo, soprattutto grazie alla mia partecipazione in qualità di co-chair del design del programma della conferenza di Parigi, la OuiShare Fest Paris.

Avanscoperta: Sul tuo blog scrivi anche di innovazione tecnologica, di startup e del ruolo che le piattaforme hanno oggi nel mercato. Ci spieghi come e perché le piattaforme stanno cambiando il mondo del lavoro?

Simone: In buona sostanza le piattaforme sono strumenti che le aziende possono utilizzare per dare “forma” ai mercati che scelgono di aggredire.
Progettare una piattaforma che aiuti i partecipanti al mercato a collaborare, scambiarsi valore attraverso canali chiari, funzionali e ad avere esperienze positive – insomma a fornire loro gli incentivi per la partecipazione – semplicemente un modo di fare business… al passo coi tempi. Le piattaforme riducono la complessità degli scambi, forniscono contesti dove i partecipanti possono migliorare le loro performance, professionalizzarsi: insomma, forniscono opportunità per tutti e questo è il loro punto di forza!

Avanscoperta: Com’è nato il Platform Design Toolkit, qual è la sua storia?

Simone: Nella mia attività di strategist, nel lavoro quotidiano che condivido con le aziende, sento l’esigenza di non raccontare storie ma di dare loro gli strumenti per comprendere completamente il futuro-presente, che è così radicalmente veloce nel trasformarsi. Per fare questo è spesso necessaria un’attività di studio, cura delle informazioni e comprensione che ti porti poi a formulare un quadro più chiaro, spiegare meglio come questi sistemi funzionano e quale impatto hanno sul business e sui mercati.
Da qui l’idea di estendere il Business Model Canvas verso il mondo delle piattaforme – venutami nel 2013 dopo aver identificato i limiti dello strumento di Alex Ostervalder in questo contesto – e poi l’evoluzione del Toolkit fino a come lo vedete oggi, con diversi canvas e – spero presto – verso la redazione di un manuale simile a Business Model Generation che vorremmo pubblicare a inizio 2017.

Avanscoperta: Le aziende come possono sfruttare questo strumento? Da dove si comincia?

Simone: Si comincia dal capire: per questo stiamo creando sempre più strumenti per aiutare gli adopters a capire come usare il tool: in particolare abbiamo recentemente lanciato una newsletter – che seleziona i pezzi migliori che spiegano il modello piattaforma e presto, come detto, creeremo un manuale.
Il manuale verrà anticipato da alcuni whitepaper, uno dei quali è in uscita a breve grazie alla partnership con un grandissimo player del mondo dei servizi finanziari, che aiuteranno tutti a contestualizzare.

Ma il primo passo è gettare il cuore oltre l’ostacolo, scaricare e stampare i canvas e provare a descrivere una piattaforma esistente o a ragionare sulla propria.
Poi ci sono tante opportunità: chiederci di aiutare la propria azienda mediante la facilitazione che possiamo offrire con workshop dedicati, fare formazione internamente.
L’importante tuttavia è mettere le mani sui canvas, armarsi di penna e riflettere!
Un buon inizio, ad oggi, lo si può trovare sul post di lancio che abbiamo rilasciato a fine 2015.

Avanscoperta: Il tuo workshop Platform Design Toolkit è nato pensando a quale target, chi è il destinatario di questo percorso di formazione e cosa ci si porta davvero a casa?

Simone: Ho pensato questo workshop per chiunque abbia oggi a che fare con il mercato dei servizi e prodotti innovativi.

In particolare parliamo di chi ha la responsabilità di creare proposte per nuovi servizi e prodotti e farli crescere, che siano startup o grandi aziende cambia poco.
Il workshop è ovviamente anche pensato per chi aiuta i suoi clienti a fare innovazione: strategist, consulenti, designer. La fortuna è che il toolkit è open source e dunque chiunque può usarlo, senza chiedere il permesso.
Quello che queste persone si porteranno a casa è un framework semplice, che può essere usato in tantissimi contesti, dai servizi sul web ai network di promozione dell’innovazione, dalle no-profit ai prodotti hardware.

Avanscoperta: Per concludere, ci togli una curiosità: dove hai conosciuto ziobrando? :-)

Simone: Se non erro ho conosciuto Alberto alla OuiShare Fest quando insieme a Stelio Verzera hanno tenuto un bel workshop. :)

Avanscoperta: Grazie Simone e ci vediamo a Bologna!

Foto di copertina ©OuiShare